LONDON CALLING VINTAGE


London Calling Vintage è un percorso che mostra come in modo assolutamente parallelo alla musica, la moda abbia avuto negli anni ’60 il bisogno di rompere gli schemi. Nella storia di tutte le arti, questi “momenti svolta” tornano ciclicamente e a Londra in quel preciso momento storico il desiderio della nuova generazione di rompere con i sistemi ormai viziati dei contesti sociali origina movimenti di grande forza. Non è solo "Vintage". Questa mostra vuole raccontare come in precisi momenti storici e luoghi geografici, la Musica e la Moda, insieme, erano uno strumento di comunicazione per le nuove generazioni che attraverso uno "stile" esprimevano folosofie e principi, facevano perciò cultura. Katia Camanzi da 30 anni ricerca suggestioni legate al mondo dello “Streetwear Musicale” proponendo capi di abbigliamento “cult” appartenenti alle sub-culture che fanno riferimento alle connotazioni estetiche ed ideologiche caratteristiche dei generi musicali sviluppatisi a Londra tra la metà degli anni '70 e la metà degli anni '80. Partendo dal primo negozio Post Post a Ravenna nel 1984, si arriva dopo anni di appassionata ricerca al Post Vintage Rock, per presentare una mostra il cui percorso permette di addentrarsi all'interno di suggestioni di stili diversi che a volte si evidenziano e a volte scivolano l'uno nell'altro, seguendo il ritmo dei diversi generi musicali che li hanno originati. Sarà perciò come trovarsi a King's Road, nel negozio "World's End" di Vivienne Westwood con le sue creazioni dalle connotazioni punk e a Carnaby Street, dove si trovano preziosi pezzi Mod, le Fred Perry, gli Harrington Lonsdale e le Ben Sherman. L'intento è quello di riproporre l'atmosfera del mitico Kensington Market, che dal 43-47 di High Street Kensington, ci svela il mondo del Gotico e del Dark: lunghe gonne ed abiti neri, camicie Dandy in pizzo e jabot, mantelli e corpetti steccati fino agli abiti in latex. Un "grande magazzino" dove possono coesistere tante tipologie di abbigliamento diversissime fra loro, ma legate da un comune denominatore: la musica. Gli stili: Rockabilly, Rockers, Dandy, Punk Glam Rock, Mod, Gotico, Wave, Fetish, Cyber-Goth, Freack Beat, Brit Pop, Reggae e Grunge.
- Il ROCKABILLY degli Stray Cats e The fabolous Jonny Cash, il cui stile è rappresentato dalla giacca Drape (una giacca molto particolare, un incrocio fra uno smoking e un frac) scarpe Creeper, Levi's 501 e per la donna i classici abiti a ruota anni'50.

- I ROCKERS con l'imprescindibile chiodo borchiato, jeans, stivali e occhiali da moto.

- Il PUNK dei Ramones, dei Clash di "London Calling", con "No future in U.K.” dei Sex Pistols e di Malcon McLaren e il film "la grande truffa del Rock & Roll", dove la fanno da padroni i jeans strappati e aderenti, la t-shirt con stampe provocatorie, il giubbotto jeans smanicato e ricoperto di pins e gli immancabili anfibi Doctor Martens.

- Il GLAM ROCK di David Bowie in "Ziggy Stardust", dei T.Rex con "The Slider" e dei Kiss, dei Japan con David Sylvian, i Cure con "Seventeen Seconds" . In questo caso troviamo uomini asessuati, quasi effeminati, con giacche laminate, leggings, calzature con zeppe altissime e tanto, tanto trucco.

- Lo stile MOD, con gli Who di "Quadrophenia" e il parka's M'51 Americano con il simbolo della Royal AirForce, con gli Small Faces di "Playmates", con i pantaloni a sigaretta e la giacca 3 bottoni in completo e per le donne "modette" vestite anni '60. Altro simbolo di questo movimento erano le italianissime motociclette Vespa e Lambretta.

- Il GOTICO con i Bauhaus di "Bela Lugosi's", con i Joy Division di "Disorder" e altri gruppi come Sister of Mercy, Siouxsie & the Banshees, New Order, per il nero la fa' da padrone, con abiti a pantaloni stretti con camicie con jabot o maglie di rete per gli uomini, mentre per le donne arrivano le gonne lunghe.

- Il movimento WAVE, con gli Smiths e i completi slim di Morrissey e con i Cult di "Love".

Non mancheranno comunque anche riferimenti agli altri stili come il Fetish e il Cyber-Goth, il Freack Beat, il Brit Pop, il Reggae Rasta e il Grunge, che sono coesistiti in quella straordinaria metropoli che era Londra nei favolosi anni '80, caratterizzata da forti contraddizioni in grado di generare tanta energia da influenzare la cultura di tutto il mondo ed entrare nella storia della musica e della moda.
 

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